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 le religioni

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Alexiel
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Data d'iscrizione : 19.09.09

MessaggioTitolo: le religioni   Ven Nov 06, 2009 10:36 pm

Una religione è un complesso di credenze, comportamenti, atti rituali e culturali, mediante cui un gruppo umano esprime un rapporto con il sacro. Tale relazione, tra uomo e sacro, è consentita per mezzo di qualche ordine soprannaturale, o naturale, che risponde ai significati ultimi dell'esistenza. Una religione contiene sistemi di valori e significati che investono la condizione umana, l'esistenza, l'ordine cosmico, e spesso altri aspetti della vita. Le religioni sono sempre in qualche misura istituzioni sociali, cioè sono condivise, dotate di regole e strutture sociali ordinate, dove singoli individui sono spesso designati a qualche ruolo o prerogativa collegate alla prassi religiosa.

Lo studio delle religioni prende il nome di storia delle religioni o scienze religiose.
Indice


Etimologia

Il termine religione deriva dal latino relìgio, la cui etimologia non è del tutto chiarita: secondo Cicerone, la parola deriva dal verbo relegere, ossia "rileggere", intendendo una rilettura degli eventi naturali come opera di entità soprannaturali.[1]

Invece Tertulliano e Lattanzio,[2] quest'ultimo ripreso da sant'Agostino,[3] sostengono che la parola deriva da un altro verbo: religàre, cioè "legare, vincolare", nel significato di legare l'uomo alla divinità. Religàre può indicare anche l'idea di vincolare gli uomini nella comunità, sotto le stesse leggi e lo stesso culto.

Altre possibili etimologie fanno risalire la parola ai verbi relegàre ("allontanare, dividere", che sottolinea la separazione tra le cose sacre e profane), religere ("considerare diligentemente" gli dei), e re-eligere (scegliere ancora, effettuare una nuova scelta).
Definizione [modifica]

Indicativamente possono essere delineate due definizioni generali[senza fonte]: in senso stretto, la religione si riferisce al rapporto tra l'uomo e una o più divinità.[4] Corrisponde alla definizione del senso comune di religione. In tal modo però non viene considerata religione il buddhismo primitivo. In senso lato, la religione viene intesa come via di salvezza naturale e/o soprannaturale:[5] questo includerebbe anche le "religioni atee" come, secondo alcuni studiosi, è per l'appunto il buddhismo primitivo, ma renderebbe indefinito il confine semantico del termine permettendo di inglobare in esso fenomeni come la magia o anche il comunismo, solitamente non considerate religioni vere e proprie. Il problema infatti nasce dal rapporto stretto tra il concetto di "religione" (nel senso agostiniano di "legare") e quello di "ideologia" in senso marxiano. Era stato infatti proprio Karl Marx che sia in La sacra famiglia (1845), sia in La miseria della filosofia (1847) aveva definito ideologia la religione cristiana come strumento borghese di indottrinamento delle masse ai fini di controllo e dominio sulle masse popolari e ignoranti. Anche su questa tesi nasce la dottrina di Marx ed Engels che questi definì "materialismo storico", dove la coscienza delle masse è l'insieme delle "credenze" in esse inculcate dal potere borghese.

La religione comprende in ogni caso elementi che possono essere collocati su tre livelli:

* soggettivo o noetico o intellettuale: credenze (o dogmi, nella tradizione cristiana) di natura filosofica, etica e metafisica riguardanti il cosmo, l'uomo, la divinità;
* oggettivo o pratico: riti-culti privati o collettivi che devono essere seguiti per garantire un adeguato legame tra l'uomo e la divinità;
* sociale o etico-morale: obblighi e divieti (ad esempio i dieci comandamenti nella tradizione giudaico-cristiana) codificati e tramandati entro il contesto sociale che regolano i rapporti tra gli individui.

Alcune religioni (ad esempio i tre grandi monoteismi) sono dette "rivelate" in quanto si ritengono depositarie di una rivelazione e spesso adottano dei testi sacri nei quali sono comprese tutte o parte delle rivelazioni divine.

Un'altra importante distinzione è quella tra religioni nazionali o etniche, diffuse esclusivamente o prevalentemente all'interno di un determinato gruppo etnico-sociale (ad esempio Ebraismo, Induismo[6]) e religioni universali, caratterizzate da una spinta missionaria più o meno marcata (ad esempio Cristianesimo, Islam, Buddhismo).
Classificazione [modifica]

Una prima classificazione delle religioni, in base al numero e alla qualità della divinità, può essere la seguente[senza fonte]:
Monoteismo [modifica]

Per monoteismo (dal greco μόνος = unico, solo e θεός = dio) si intende la fede in una sola divinità identificata con il termine Dio. È noto che spesso si è avuta un'evoluzione da un culto di tipo enoteistico, dove i fedeli accettano l'esistenza di altri dei stranieri, ma adorano solo ed esclusivamente il loro dio, a quello monoteistico.
Politeismo [modifica]

Il politeismo è un tipo di religione e di culto in cui il credo si fonda sulla devozione o l'adorazione di più dèi o divinità, posti o meno sullo stesso piano di importanza[senza fonte]. Il termine deriva dalle parole greche poly+theoi, letteralmente "molti dèi". Il dualismo si riferisce a quelle religioni che, nonostante considerino principalmente due divinità (a questo gruppo si possono ricondurre ad esempio il Manicheismo e lo Zoroastrismo) e riconoscano come principi separati il bene e il male, considerano il male non altrettanto divino. Possono, quindi, considerarsi a tutti gli effetti religioni monoteiste.
Enoteismo [modifica]

L'enoteismo è una forma di culto intermedia tra politeismo e monoteismo in cui viene venerata in particolar modo una singola divinità senza tuttavia negare l'esistenza di altri dei accanto ad essa. Un termine forse più esatto per definire la preferenza di un culto riservato a una certa divinità, rispetto a un restante pantheon più o meno ampio, è monolatria. Ne sono un esempio i culti misterici, la religiosità araba preislamica o le devozioni particolari di alcune città nei confronti di una divinità specifica. L'Induismo, in gran parte delle sue correnti, è un esempio importante di culto enoteista[senza fonte]: vede al suo vertice una trinità (trimurti) quale divinità maggiore, affiancata da un complesso ed esteso politeismo[senza fonte].
Panteismo [modifica]

Il panteismo (dal greco παν- = tutto, completo. θεος = dio/divino) letteralmente significa "tutto è dio/divino". Normalmente questo si collega alla convinzione che Dio sia coincidente con tutto l'esistente, l'intero universo o la natura. Le forme di panteismo (spesso anche quelle di animismo) normalmente non ammettono che gli aspetti trascendenti della divinità o della realtà siano considerati separatamente da quelli immanenti (concreti). Il panteismo è una visione religiosa sostenuta individualmente da molti grandi filosofi e nella maggior parte delle Religioni Pagane. Forme di religiosità panteista si ritrovano anche in correnti mistiche derivate da grandi religioni, o in vasti movimenti sincretici come la New Age. Il Taoismo è un esempio di religione dall'impostazione prevalentemente panteistica.
Animismo [modifica]

L'animismo o ilozoismo è la forma di religiosità che attribuisce un principio vitale ("anima") ad esseri od oggetti materiali (in molti casi le fedi animistiche attribuiscono virtualmente tale qualità ad ogni oggetto o realtà esistente). Queste forme di religiosità sono state considerate "primitive" per il fatto che sono prevalentemente culti antichi originari di popolazioni e civiltà senza stato. Tale giudizio è oggi completamente superato. Una religione viene definita animista quando si fonda sul culto di entità incorporee che animano il mondo, e attribuisce "anima" a cose immanenti. Può esservi una dottrina che spiega o descrive ogni fenomeno della vita trovandone causa e origine nell'anima, cioè nello spirito vitale che lo determina. Gli antropologi che nell'Ottocento descrissero queste religioni, avanzarono l'idea che fossero i fenomeni naturali l'oggetto di adorazione, elementi centrali la cui influenza era tale da "far credere" all'uomo primitivo che tutto ciò che lo circonda fosse animato. Il concetto di animismo ha però aspetti teologici, che possono contenere visioni cosmologiche raffinate. I culti animisti, comunque, in genere prevedono l'esistenza di spiriti molto potenti, anche con possibili aspetti malvagi (che provocano disgrazie, catastrofi ambientali ecc.) o prevalentemente positivi (come la "madre" Terra, l'acqua dei fiumi, il sole ecc). Un esempio di culto animista è lo Shintoismo, religione autoctona del Giappone: le divinità sono i kami (essenze o demoni), entità spirituali che sono fenomeni materiali e anche forze spirituali, elementi mistici, ma che non sono mai del tutto trascendenti....
Concezioni irreligiose e antireligiose [modifica]
Agnosticismo [modifica]

L'agnosticismo è la posizione di chi ritiene che non sia razionalmente dimostrabile né l'esistenza né l'inesistenza di Dio. Per quanto l'agnosticismo sia noto sin dall'antichità come atteggiamento legato allo scetticismo, il termine è stato coniato solo nel 1869 da Thomas Henry Huxley e spiegato in Collected Essays.
Ateismo [modifica]

L'ateismo è una posizione che non solo non prevede e non ammette l'adorazione di qualsiasi divinità ma ne nega in assoluto l'esistenza. Per l'ateo la realtà si dispiega esclusivamente nell'immanenza poiché non esiste alcuna trascendenza, e l'immanenza è costituita dalla materia in tutte le sue forme ed espressioni escludendo l'esistenza di qualsiasi forma della realtà di tipo spirituale o comunque non materiale. Nell'ateismo si riconoscono molte persone, ma soprattutto nel mondo industrializzato, mentre nel secondo e terzo mondo le fedi religiose sono dominanti, in varie forme, ma con la prevalenza dell'islamismo. Quando si parla di circa un miliardo di individui atei nel mondo si includono erroneamente gli agnostici e sarebbe perciò più esatto parlare di "increduli" nelle varie fedi storiche locali.
Principali religioni [modifica]
Buddhismo [modifica]
Questa voce non è neutrale!
Questa voce o sezione di buddhismo è ritenuta non neutrale.
Motivo: Priva di fonti e inesatta. Non è supportata da alcuna fonte l'affermazione che il Buddhismo "non dovrebbe essere considerato alla stregua di una religione" ed è improprio e semplicistico indicare il buddhismo come una pratica spirituale ed etica individuale
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Nessuna nota a piè di pagina
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Le 20 nazioni al mondo con il maggior numero di aderenti al Buddhismo

Il Buddhismo è una religione che comprende una varietà di tradizioni, credenze e pratiche, in gran parte basata su insegnamenti attribuiti a Siddhārtha Gautama, vissuto nel VI secolo a.C., e detto il Buddha, ossia "il Risvegliato". Tale disciplina, attraverso il raggiungimento del nirvana o satori (ossia il "risveglio spirituale"), si propone di indicare la "Via" (l'ottuplice sentiero) ed insieme di fornire gli strumenti per il superamento della condizione di sofferenza esistenziale (avidya) in cui versa l'umanità (dottrina buddhista delle Quattro Nobili Verità). Una delle caratteristiche etiche del buddhismo (e questo insieme al taoismo) è il principio della non-violenza, perché non esiste in esso né una dottrina impositiva, né un intento politico di affermazione sociale, né opera di attivo proselitismo. Ciononostante nei secoli anche il buddhismo non è stato esente da attività a queste riconducibili esercitate da individui, gruppi o scuole di pensiero, frutto di particolari interpretazioni di dottrine buddhiste tra le tante nelle quali il nucleo originale degli insegnamenti si è andato nel tempo evolvendo e frammentando.
Cristianesimo [modifica]
Rappresentazione dei cristiani nel mondo per nazione

Il Cristianesimo è la religione più diffusa nel mondo, in particolare nelle regioni occidentali (Europa, Americhe, Oceania). Le forme storiche del cristianesimo sono molteplici, ma è possibile indicare tre principali suddivisioni: il Cattolicesimo, il Protestantesimo, l'Ortodossia. Oltre a queste tre suddivisioni, esistono alcuni credi che si riallacciano al Cristianesimo ma non sono classificati nelle tre categorie principali, tra cui Mormonismo e Testimoni di Geova.

Tutte queste forme riconoscono, seppure con piccole varianti, che Gesù di Nazaret è il Figlio di Dio, e lo riconoscono come Signore. Credono altresì, a parte i Testimoni di Geova ed i Protestanti Unitari, che Dio è uno in tre persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Inoltre considerano la Bibbia (seppure con qualche differenziazione sul numero dei libri) un testo ispirato da Dio. La Bibbia è composta dall'Antico Testamento, che deriva dalla Torah ebraica, e dal Nuovo Testamento: quest'ultimo ruota interamente sulla figura di Gesù Cristo e del suo "lieto annuncio" (Vangelo).
Ebraismo [modifica]
Le 50 nazioni al mondo con il maggior numero di aderenti all'Ebraismo

La religione ebraica è stata la prima religione monoteistica[senza fonte], dalla quale derivano numerosissime altre religioni. Il suo testo sacro è il Tanakh, composto da Torah (pentateuco), Neviim (profeti) e Ketuvim (agiografi). Oltre a questi, è riconosciuto il Talmud, testo fondamentale della pratica religiosa ebraica. A differenza del Cristianesimo, gli ebrei attendono tutt'ora la venuta del Messia.
Induismo [modifica]
Le nazioni con il maggior numero di presenze induiste

L'Induismo è la più antica delle principali religioni del mondo, con una storia plurimillenaria risalente ad oltre 6000 anni fa[senza fonte], ed è attualmente la terza più diffusa, dopo il Cristianesimo e l'Islamismo. Possiede più testi sacri, tra cui i Veda, le Upaniṣad e la Bhagavad Gita. Contrariamente all'opinione popolare, il vero Induismo non è né politeista né monoteista, ma è propriamente una religione enoteista: i diversi aspetti della Divinità (tra cui la Trimurti, ovvero l'insieme di Brahma, Vishnu e Shiva, rispettivamente il Creatore, il Preservatore e il Distruttore) e Avatar (come Rama o Krishna) adorati dagli indù sono considerati come diverse forme o emanazioni dell'Uno, l'Assoluto o Brahman (principio impersonale e fondante di ogni realtà, da cui scaturiscono tutti gli esseri), forme adottate per rendere Dio accessibile all'uomo.
Islam [modifica]
Presenza musulmana nel mondo

L'Islam è la più recente delle tre principali religioni monoteiste originarie del Vicino Oriente. Ha come principale riferimento il Corano considerato libro sacro. Il testo in lingua araba, una raccolta di predicazioni orali, è relativamente breve rispetto ai testi sacri ebraici o indù. Il termine Islam significa letteralmente "sottomissione", intesa come fedeltà alla parola di Dio. L'Islam condivide con l'Ebraismo e il Cristianesimo gran parte dell'Antico Testamento, legittimando il riferimento storico biblico secondo cui Isacco/Israele (progenitore degli ebrei) e Ismaele (progenitore degli arabi) erano entrambi figli di Abramo. Riconosce la vita e le opere di Gesù ritenendolo però un profeta. La figura di riferimento dell'Islam è Muhammad (Maometto), vissuto nel VII secolo nella penisola arabica, di cui il Corano raccoglie la predicazione. Le due suddivisioni principali sono l'Islam sunnita e dall'Islam sciita, ma esiste anche un certo numero di religioni, nate successivamente, in maggiore o minor misura ispirate all'Islam.
Altre religioni [modifica]

Altre religioni, diffuse soprattutto in Asia e in Europa sono:

* Ayyavali
* Bahá'í
* Caodaismo
* Confucianesimo
* Celtismo
* Neopaganesimo
* Odinismo
* Rastafarianesimo
* Sciamanesimo
* Shintoismo
* Sikhismo
* Taoismo
* Zoroastrismo
* Wicca
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